La bellezza imperfetta di un matrimonio solidale

La bellezza imperfetta di un matrimonio solidale

Roma, 11 novembre 2019 

In Italia si celebrano sempre meno matrimoni (lo dice l’Istat), ma il numero di
quelli “solidali” aumenta, come dimostra la nascita della figura del Wedding Planner etico e di agenzie
dedicate. Meno coppie fanno il grande passo, ma cresce la fetta di persone che scelgono di arricchire il
giorno più importante di un valore nuovo. È la storia di Francesco e Chiara, che si sono sposati sabato 11 novembre 2019, nel cuore di Roma, tra vettovaglie biodegradabili e sambusa.

Un matrimonio organizzato in poco più di tre mesi, senza appoggiarsi ai circuiti tradizionali ma curando
personalmente ogni aspetto: dalla selezione di fornitori sostenibili, alla realizzazione di un bouquet di fiori di
carta handmade. Francesco è docente universitario di Filosofia, Chiara è una creativa e lavora come Art
Director. Si sono conosciuti nel 2012 a Colonia, in Germania, dove Francesco ha trascorso diversi mesi per
ragioni professionali “Vivendo all’estero lontani dalla propria zona di comfort, ci si apre all’Altro e si diventa
più consapevoli delle difficoltà connesse all’emigrazione. Soprattutto per chi lascia tutto, non per formarsi o
migliorare la propria posizione lavorativa, ma per salvarsi la vita”, ci ha raccontato il neosposo.

 


È per questa sensibilità speciale ispirata dalla fede cristiana, che la coppia ha deciso di affidare il catering
del proprio matrimonio a Gustamundo, progetto orientato all’inserimento professionale di donne e uomini
rifugiati nell’ambito della ristorazione e realizzato in collaborazione con diversi centri di accoglienza e
strutture che ospitano migranti a Roma.

Il menù del matrimonio, costruito insieme ai due chef Ilyas e Moustafà, ha portato in
tavola i profumi e colori di otto diversi paesi: Siria, Etiopia, Iraq, Somalia, Turchia, Palestina, Pakistan e,
infine, Marocco. Un viaggio attraverso tre continenti, per scoprire o rincontrare sapori lontani come quelli del
babaganoush (Siria), kubba (Iraq), mushakhan (Palestina) e, infine, del dolcissimo baklava (Marocco).
Il
servizio in sala è stato affidato al coordinamento di Behara, di origine rom e residente presso la Casa di
Leda (struttura protetta che ospita donne in misura alternativa alla detenzione con i loro figli minori).
“L’importante è saper rinunciare ad un matrimonio perfetto e in grande stile e mettere in gioco la propria
creatività per realizzare qualcosa di veramente originale. Il senso di quella giornata era, per me e Francesco,
fare qualcosa di bello non solo per noi e per i nostri ospiti, ma anche per l’Altro e la comunità di cui facciamo
parte. Oltre a questo, ci tenevamo a lanciare un messaggio importante: l’Ambiente va rispettato e protetto.
Da qui, la decisione di organizzare un evento plastic free e l’impiego di carta riciclata per partecipazioni e
menù” ha precisato Chiara.
La coppia non ha ancora scelto la meta del proprio viaggio di nozze, ma ha comunicato a Pasquale
Compagnone – Responsabile di “Gustamundo” la propria disponibilità a consigliare e guidare altre coppie
intenzionate a trasformare il proprio matrimonio in un’occasione di generosità e sensibilizzazione.