A GUSTAMUNDO troverete una menu’ alla carta “quotidiano” con i piatti preparati dai nostri amici “migranti” e, sopratutto, troverete i TAMALES, preparati dalle donne della comunita’ latino-americana di Roma. In breve la sua storia:

Il suo nome deriva dalla parola azteca “tamalli” che significa avvolto: un panetto che ha come ingrediente di base il mais macinato grossolanamente impastato con acqua calda oppure brodo di carne o pollo fino ad ottenere un composto morbido, la /masa/ e farcito poi con spezie, carne, verdura, pesce o formaggio. Infine viene avvolto con le foglie che avvolgono la pannocchia (a volte anche con quelle del banano) e poi bollito, cotto al vapore o in antichi forni di pietra. Una pietanza di origine andina semplice e gustosissima che caratterizza la gastronomia di tutta l’America, dal Messico all’Argentina, dal Perù alla Bolivia e al Belize e a tutte le isole caraibiche.

Nelle civiltà precolombiane il mais era considerato una vera entità divina ed i tamales nacquero come cibo per i guerrieri che li portavano con sé per via della loro praticità e per l’apporto energetico che offrivano. Sicuramente questi fagottini possono considerarsi come il primo “street food” dell’umanità la cui comparsa è datata a circa 8.000 anni prima di Cristo quando erano consumati dagli Aztechi, dai Maya e dagli Inca.